Stop ai selfie in ospedale per medici e infermieri. Il Ministro Lorenzin: "Violano la privacy e sminuiscono la professione"

Scritto da  IPASVI BAT Apr 19, 2017

Il Ministero della Salute, attraverso una circolare, ha scritto alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (FNOMCeO), al Collegio degli Infermieri (IPASVI) ed ai Rappresentanti di Ostetriche e Tecnici di Radiologia per dire "ora basta".

Non si accettano più quegli scatti che, quando va bene restano nelle memorie degli smartphone, ma quando va male, cioè molto spesso, finiscono sui social network; un problema, questo, "da tempo all'attenzione del Dicastero", in quanto quello sanitario è un "ambito delicato".

"Sono ormai frequenti le notizie di stampa che segnalano il dilagare del fenomeno della pubblicazione di fotografie e selfie sui social network da parte di professionisti sanitari, scattate durante l'esercizio dell'attività lavorativa presso le corsie di ospedali o sale operatorie in strutture pubbliche e/o private, che sfociano, in alcuni casi, nella violazione della privacy del paziente", scrivono dal Ministero: con quelle foto le attività cliniche diventano oggetto di spettacolarizzazione e, oltre a ledere la privacy dei malati, "compromettono l'immagine degli stessi sanitari, oltreché il rapporto di fiducia tra il paziente e il sistema sanitario nel suo complesso".

In alcuni casi il Ministero si è attivato chiedendo chiarimenti sui fatti accaduti agli Ordini e ai Collegi interessati, sollecitando una riflessione in materia, ribadendo l'importanza di "contrastare siffatti avvenimenti" e chiedendo ai destinatari della comunicazione di "farsi parte attiva attraverso l'invio di specifiche raccomandazioni nelle quali si evidenzi la problematica sopra esposta e si sottolinei la necessità del rispetto dell'etica professionale".

Anche la Federazione Nazionale IPASVI ha rilanciato l’appello del Ministero della Salute contro il fenomeno dei selfie negli ospedali.

Condividendo pienamente le considerazioni espresse dal Ministero - commenta la presidente Mangiacavalli -, si rammenta che l’infermiere è tenuto a rispettare la normativa di cui al D.Lvo 196/20013 relativa al Codice in materia dei dati personali (Privacy). Si sottolinea altresì che il Codice deontologico dell’Infermiere, in vari articoli, dispone il rispetto dei diritti del paziente in quanto persona, con particolare riferimento alla tutela della riservatezza e della dignità dell’individuo.

Nella certezza che i comportamenti su descritti coinvolgono un numero minimo di professionisti infermieri a fronte di una maggioranza che svolge giornalmente, con capacità e competenza, il proprio lavoro, si pregano i Collegi in indirizzo a rendere nota agli iscritti la problematica evidenziata e a vigilare sul rispetto della deontologia professionale”.

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