Elezioni Collegi provinciali IPASVI: un voto essenziale per la professione

Scritto da  IPASVI BAT Set 01, 2017

Quest’autunno, dopo tre anni, sarà il momento di eleggere i nuovi vertici dei Collegi provinciali IPASVI”. Sono le parole della presidente Nazionale IPASVI Barbata Mangiacavalli.

Un momento - continua - che assume i toni della conferma per chi ha ben operato o della discontinuità per scelte diverse che si differenziano da quelle precedenti, ma che devono essere sempre legate alla qualità dell’azione svolta e da svolgere”.

È il momento in cui ogni infermiere deve analizzare dentro sé stesso ciò che è stato negli ultimi tre anni e quello che vorrebbe sia nei prossimi tre. Ma deve farlo con il proprio cuore, i propri occhi e il proprio pensiero, senza che nulla e nessuno possa intromettersi nella sua scelta.

Il  voto è un modo anche di tutelare la professione: è un diritto, una possibilità di conferma o cambiamento, ma anche un dovere per scegliere la leadership a cui affidare il compito di tutela e crescita della professione.

È bene ricordare – ricorda la Mangiacavalli - che nessuna guida è fatta di regole, ma della capacità di chi è responsabile di essere nel cuore delle cose, delle persone. Un vero leader deve essere quello che fa la differenza nel successo di un’organizzazione, facendo sentire le persone che ne fanno parte al centro, perché sia dato pieno significato al loro lavoro, al loro agire”.

Il nuovo modello di sanità su cui tutti ci battiamo perché sia la base dell’assistenza moderna, è anche questo: un infermiere (leader) che sia in grado con la sua professionalità di far sentire il paziente al centro di una comunità professionale che opera con lui e per lui.

Su questo dobbiamo ormai essere tutti d’accordo. E allora - continua la Presidente Nazionale IPASVI -, traslando il concetto nella scelta legata al voto per il rinnovo dei Collegi, significa che chi sarà scelto per essere leader dovrà essere in grado di farci sentire al centro della nostra professione e non “strumenti” di altre scelte, dettate da altri scopi che spesso hanno altri fini rispetto a quello primario di difendere e accrescere la professionalità di tutti e allo stesso modo”.

In questo l’analisi che ognuno di noi deve condurre dovrà essere molto seria e attenta.

La Mangiacavalli conclude dicendo che “tre anni passano in fretta, ma sono anche lunghi e presuppongono idee e ideali per disegnare percorsi di lancio e rilancio della nostra professione. Sta a noi scegliere chi davvero questi disegni non sa solo farli sulla carta, ma sa anche seguirli e perseguirli nella realtà, in prima persona, con proprie responsabilità e con la coscienza, la consapevolezza e la capacità di cui gli infermieri sono capaci.

E sta a noi soprattutto scegliere, andando a votare tutti, compatti e soprattutto con idee e volontà chiare perché la nostra professione parte da noi e dalle basi che sapremo darle. Votare - e farlo bene - è essenziale per il nostro futuro”.

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